Sala verde
dell’auditorium di Rho gremita, gente in piedi in
fondo alla sala. Si spengono le luci e inizia il
filmato. Come accade spesso le immagini sono molto
più eloquenti delle parole. Scene di lotta, voci di
migranti: non siamo a Lampedusa, ma ai presidi delle
cooperative milanesi e lombarde. Già, le
cooperative: una volta valorosi esempi di
organizzazione lavorativa, oggi sempre più
frequentemente sede di diritti negati quando non
addirittura copertura di affari mafiosi. Il filmato
continua: picchetti, repressioni violente, polizia,
minacce e alla fine scene di vittoria. La lotta
paga.
Inizia così
l’assemblea pubblica della sinistra di alternativa:
tra i presenti il mormorio ricorda le parole appena
sentite nel filmato e che sono state scelte come
titolo della manifestazione stessa: UNITI SIAMO
TUTTO. Sergio Corradi e Nicoletta Bigatti che
fungono da “padroni di casa” essendo tra i più
attivi promotori dell’iniziativa non rubano spazio,
anzi, lasciano subito il microfono agli interventi.
I compagni non si
fanno pregare, gli interventi si susseguono per due
ore fitte di dibattito, di confronto, di proposte.
In tutti gli interventi emerge la stessa volontà:
uniamoci, non fermiamoci. La volontà che
l’iniziativa non resti un esempio isolato di unione,
ma che sia solo il primo passo di un percorso viene
evidenziata da tutti, nessuno si sottrae con
distingui o con prese di posizione
individualistiche.
Fra i partecipanti ci
sono centri sociali, sindacati, comitati cittadini,
coordinamenti, partiti politici… mancano i “grossi
nomi”, ed è una scelta voluta, come ci tiene a
sottolineare Sergio. L’iniziativa parte dal basso ma
non per questo è di basso profilo. Non mancano le
critiche, come è giusto che ci siano durante un
confronto, ma non sono mai sterili e fini a se
stesse, vogliono essere costruttive, perché per
tutti è chiaro: la crisi è di sistema ed è il
sistema che deve essere cambiato, abbattuto.
Un’alternativa c’è, è possibile, serve l’unione
delle forze che si sentono già alternativa, serve
che si faccia controinformazione e che si spieghi
per filo e per segno cos’è questa crisi, chi l’ha
prodotta, chi la deve pagare, come se ne esce senza
sottostare alla macelleria del governo Monti, degno
successore dei precedenti governi berlusconiani. I
diritti del lavoro e sociali, la difesa del
territorio e dei beni comuni, la lotta alle
politiche liberiste e capitaliste, una visione
diversa del sistema che ci governa, queste sono le
parole chiave dell’assemblea.
Non ci fermeremo qui:
adesso occorre che queste parole diventino di
dominio pubblico, occorre informare la gente,
occorre presentare e proporre l’alternativa… le
piazze ci aspettano.
