L’appuntamento è alle 9.30. E’ domenica, fa un freddo becco, ma ci vuole altro per scoraggiarci.

Non ci riesce nemmeno il Comune, che come al solito ci ha negato lo spazio in Piazza San Magno: è ovviamente una coincidenza - che diamine, non siamo così maligni - ma quando facciamo domanda noi c’è sempre il cavillo bell’e pronto in base al quale relegarci in aree più decentrate, naturalmente sempre dietro pagamento della tassa di quasi 30 euro che la nostra originale amministrazione adesso prevede per ogni occupazione di suolo pubblico, fosse anche che il banchetto lo facessimo in mezzo alla rotonda più trafficata della città (acc, gli ho fornito l’idea, mi sa che la prossima volta lo spazio ce lo danno lì).

 

E a smorzare l’entusiasmo non contribuisce neanche il vetero gazebo che alcune anime buone ci hanno prestato (il nostro – quasi tecnologico con apertura ad ombrello - ce l’ha distrutto il vento, e per quello nuovo stiamo aspettando... i saldi): montaggio con istruzioni, raccordo 1 con tubo 1, che si unisce al tubo 2 con molletta, che si infila nel tubo 1 bis...ma dov'è il tubo 2??? Vabbeh, in qualche modo alla fine l’infernale aggeggio è issato ed ecco la materia prima: arance biologiche appena arrivate dalla Sicilia, un’infinità di retine che dobbiamo a tutti i costi cercare di distribuire, o dovremo vivere di spremute fino all’Epifania.

Per fortuna siamo davvero in tanti: come sempre i compagni hanno risposto alla grande. La gente a piedi, in questo punto di passaggio soprattutto automobilistico, non è moltissima, e occorre fermare le persone una per una, spiegare perché mai siamo lì con tutte quelle arance, parlare della lotta che in quel di Pioltello i lavoratori delle cooperative dell’Esselunga stanno portando avanti contro lo sfruttamento e i licenziamenti. Per fortuna un compagno è riuscito a parcheggiare vicino e con l’autoradio ci garantisce un po’ di accompagnamento musicale: ci annunciamo a chi passa con le bandiere rosse e con Bella ciao. Non male.

L’accoglienza è subito buona: la gente si ferma, si informa, ci sorride (beh, non proprio tutti, dai: c’è ad esempio un consigliere comunale che appena ci luma si inventa una miracolosa accelerata olimpionica pur di non salutarci...) e alla fine mette mano al portafoglio.

Una cassetta vuota, poi due, poi tre... E’ anche spuntato un bel sole, e per gli improvvidi che non hanno portato i guanti è un miracolo: che si tratti del sol dell’avvenir? Chissà. Comunque alla una sono rimaste solo due o tre retine, alla faccia della posizione disgraziata, delle tasse... e degli olimpionici.

Grande soddisfazione, i lavoratori di Pioltello avranno il nostro contributo.

E noi, che insieme abbiamo trascorso la mattina battendo i piedi, parlando con la gente, vivendo la nostra militanza nel modo che preferiamo, smontiamo tutto e torniamo a casa.

Al prossimo banchetto, alla prossima Bella ciao.