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Se qualcuno fra noi sei sconsiderati che qualche mese fa ci siamo buttati in questa cosa non lo sta pensando alzi la mano. Na decidere e da condividere, le arrabbiature, gli scazzi?? Nooo, il masochismo è arrivato al punto di aggiungerci anche uno, impossibile. Negli infiniti minuti passati dietro il paravento nero che ci separa dal pubblico questo pensiero lo facciamo tutti: ma chi diavolo ce l’ha fatto fare? Non bastavano il freddo ai banchetti, le riunioni tutte le sere, le mille cose da organizzare, do spettacolo teatrale, senza aver mai recitato, e senza aver mai neppure ipotizzato una qualsivoglia predisposizione in materia. Ma chi cazzo ce l’ha fatto fare??? Eppure adesso siamo qui, dall’altra parte ci sono 70 persone incuriosite, e per la miseria qualcosa bisogna tirar fuori. E se ci dimentichiamo tutto? E se viene l’amnesia da panico? Ecco, si spengono le luci. Ma chi ce l’ha...

Vabbeh, siamo qui, se va male questi domani avranno qualcosa di cui ridere. E il circolo dovrà pure cercarsi un’altra segretaria, perché io andrò a far politica a Cocuzzo di Sotto, dove almeno non mi conoscono.

 Vai, si comincia. Che strano, la partenza è quasi buona: ci ascoltano, sembrano partecipare alle nostre storie, che poi tanto storie non sono, perché sono cose che abbiamo vissuto, sono le nostre resistenze di tutti i giorni. E il pubblico sembra capirlo, è sorprendente. La vita da precario, le lotte a fianco dei rom, il lavoro con  minorenni difficili, la battaglia contro i sacchetti di plastica, le paure di una mamma barricadera e quelle di un’altra che si confronta con la burocrazia.... Le persone sono attente, forse persino si ritrovano nei racconti.

Resistere oggi.

E poi, sul palco, la Resistenza di 70 anni fa: più dura, più rischiosa, più sanguinosa, ma con un nemico riconoscibile da combattere...

Incredibile, è già finita: la gente applaude, si complimenta. Nessun incidente, nessun inceppamento, qualcuno dice, esagerando, che sembravamo attori sul serio.

D’accordo, forse non era proprio così, ma ci siamo divertiti, e la gente pare soddisfatta.

Rimetto nella borsa la bandiera rossa da mamma militante. Vuoi vedere che anche questo è fare politica?

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ALTRO GRAN SUCCESSO DELL'INIZIATIVA ARANCIAMETALMECCANICA

L’appuntamento è alle 9.30. E’ domenica, fa un freddo becco, ma ci vuole altro per scoraggiarci.

Non ci riesce nemmeno il Comune, che come al solito ci ha negato lo spazio in Piazza San Magno: è ovviamente una coincidenza - che diamine, non siamo così maligni - ma quando facciamo domanda noi c’è sempre il cavillo bell’e pronto in base al quale relegarci in aree più decentrate, naturalmente sempre dietro pagamento della tassa di quasi 30 euro che la nostra originale amministrazione adesso prevede per ogni occupazione di suolo pubblico, fosse anche che il banchetto lo facessimo in mezzo alla rotonda più trafficata della città (acc, gli ho fornito l’idea, mi sa che la prossima volta lo spazio ce lo danno lì).

 

E a smorzare l’entusiasmo non contribuisce neanche il vetero gazebo che alcune anime buone ci hanno prestato (il nostro – quasi tecnologico con apertura ad ombrello - ce l’ha distrutto il vento, e per quello nuovo stiamo aspettando... i saldi): montaggio con istruzioni, raccordo 1 con tubo 1, che si unisce al tubo 2 con molletta, che si infila nel tubo 1 bis...ma dov'è il tubo 2??? Vabbeh, in qualche modo alla fine l’infernale aggeggio è issato ed ecco la materia prima: arance biologiche appena arrivate dalla Sicilia, un’infinità di retine che dobbiamo a tutti i costi cercare di distribuire, o dovremo vivere di spremute fino all’Epifania.

Per fortuna siamo davvero in tanti: come sempre i compagni hanno risposto alla grande. La gente a piedi, in questo punto di passaggio soprattutto automobilistico, non è moltissima, e occorre fermare le persone una per una, spiegare perché mai siamo lì con tutte quelle arance, parlare della lotta che in quel di Pioltello i lavoratori delle cooperative dell’Esselunga stanno portando avanti contro lo sfruttamento e i licenziamenti. Per fortuna un compagno è riuscito a parcheggiare vicino e con l’autoradio ci garantisce un po’ di accompagnamento musicale: ci annunciamo a chi passa con le bandiere rosse e con Bella ciao. Non male.

L’accoglienza è subito buona: la gente si ferma, si informa, ci sorride (beh, non proprio tutti, dai: c’è ad esempio un consigliere comunale che appena ci luma si inventa una miracolosa accelerata olimpionica pur di non salutarci...) e alla fine mette mano al portafoglio.

Una cassetta vuota, poi due, poi tre... E’ anche spuntato un bel sole, e per gli improvvidi che non hanno portato i guanti è un miracolo: che si tratti del sol dell’avvenir? Chissà. Comunque alla una sono rimaste solo due o tre retine, alla faccia della posizione disgraziata, delle tasse... e degli olimpionici.

Grande soddisfazione, i lavoratori di Pioltello avranno il nostro contributo.

E noi, che insieme abbiamo trascorso la mattina battendo i piedi, parlando con la gente, vivendo la nostra militanza nel modo che preferiamo, smontiamo tutto e torniamo a casa.

Al prossimo banchetto, alla prossima Bella ciao.

CI RIVEDIAMO IL 15 GENNAIO.

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Il nostro Circolo aveva già aderito alla manifestazione di sabato 10 dicembre e vi invita a leggere quanto segue per approfondire e conoscere la lotta di questi lavoratori.

 

Lettera aperta degli operai delle

cooperative dei

magazzini ESSELUNGA

 

 “IL MAGO DI ESSELUNGA” utilizza cooperative che sfruttano i lavoratori!

Noi lavoratori del CONSORZIO SAFRA, in appalto con mansioni di movimentazione merci presso i magazzini ESSELUNGA di Pioltello, siamo in lotta per rivendicare i nostri diritti e contrastare lo sfruttamento e l’arroganza padronale a cui siamo sottoposti.

Per questo ci siamo uniti ed organizzati e per questo il consorzio SAFRA, vuole licenziare 15 nostri compagni, con l'intento di indebolirci e ricondurci al silenzio.

ESSELUNGA non vuole lavoratori organizzati e sindacalizzati che scioperano e lottano nei propri magazzini e vorrebbe buttarci fuori, dopo che per anni ci ha spremuto come limoni.

 Calpestati nella nostra dignità, sfruttati come animali, truffati sulle buste paga.

ORA BASTA!

Noi operai stiamo lottando per:

* IL REINTEGRO IMMEDIATO DEI LAVORATORI SOSPESI

* LA CANCELLAZIONE  DEI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI CONTRO CHI HA SCIOPERATO

* L'ALLONTANAMENTO DEI CAPI-REPARTO CHE NON RISPETTANO GLI OPERAI

* L'APPLICAZIONE ED IL RISPETTO DEL CONTRATTO NAZIONALE

* IL RISPETTO DELLE NORME DI SICUREZZA IN PARTICOLARE SUI CARICHI DI LAVORO

* UNA INDENNITA’ MENSA PER TUTTI GLI OPERAI

 

In queste settimane, sconfiggendo la paura, abbiamo dimostrato che è possibile organizzarsi e lottare.            

Adesso ci serve il tuo sostegno. Ci occorre il tuo aiuto.

Occorre che altri operai, altri cittadini, facciano sentire la loro voce ad ESSELUNGA.

Siamo in maggior parte lavoratori stranieri, costretti il più delle volte ad accettare condizioni di estremo sfruttamento pur di avere un regolare contratto di lavoro che ci permette di rinnovare il permesso di soggiorno, senza il quale rischiamo la detenzione e l'espulsione.

Renderci schiavi e sottopagati è funzionale per aggredire i diritti e le condizioni salariali di tutti i lavoratori, anche italiani.

 

Sostenere la nostra lotta significa sostenere la DIGNITA’ di tutti

i lavoratori ed il diritto ad una esistenza migliore.

 

CONTRO LA PRECARIETA' E LO SFRUTTAMENTO!

BOICOTTIAMO I SUPERMERCATI ESSELUNGA!

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CON IL POPOLO DELL’ACQUA E DEI BENI COMUNI

PER I DIRITTI E LA DEMOCRAZIA

Non consentiremo nessuno scippo del risultato del Referendum

A giugno 27 milioni di donne e di uomini si sono espresse/i in maniera netta contro la privatizzazione dell’acqua e per una scelta forte nel senso della ripubblicizzazione.

Oggi, a distanza di cinque mesi da quelle splendide giornate, si sta tentando un volgare scippo del risultato. Un vero e proprio furto di democrazia.

- Enti locali e SpA di gestione proseguono come se nulla fosse accaduto

- La legge di iniziativa popolare per la ripubblicazione dell’acqua è ferma nelle commissioni parlamentari.

- In estate il governo Berlusconi aveva rispolverato le privatizzazioni. Adesso la Commissione europea e la Bce pensano a riforme nel settore idrico, "malgrado il referendum".

Unica eccezione, in questo contesto pieno di operazioni antidemocratiche e incostituzionali, il comune di Napoli che ha puntato sin da subito sulla ripubblicizzazione del servizio idrico, dimostrando che si può fare e si può fare presto ovunque.

La straordinaria vittoria referendaria deve essere rispettata.

Occorre subito:

• DARE SEGUITO ALL’ESITO DEL REFERENDUM.

• ELIMINARE I PROFITTI GARANTITI DALLE TARIFFE.

Dalla crisi si esce con scelte nette e alternative alla mercificazione dei beni comuni ed al dominio della finanza, perché prima di ogni altra cosa ci siano la vita ed i diritti umani, non i profitti e le rendite.

IL 26 NOVEMBRE TUTTE/I A ROMA

PER DIFENDERE IL RISULTATO DEL REFERENDUM

Ore 14 piazza della Repubblica






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L’ALTERNATIVA C’È!

PATRIMONIALE SUBITO.

La manovra varata dal governo Berlusconi con la BCE impoverisce il paese e demolisce la democrazia.

La manovra all’articolo 8 traduce in legge le richieste della FIAT di demolire il contratto nazionale e l’intero diritto del lavoro, a partire dallo Statuto dei Lavoratori e dall’articolo 18. La previsione che gli accordi aziendali deroghino non solo al contratto nazionale ma anche alle leggi è eversiva e di una gravità senza precedenti.

La manovra vuole obbligare a privatizzare servizi pubblici in contrasto con i referendum. Taglia pesantemente enti locali e regioni con un nuovo attacco a servizi sociali, sanità, trasporti e forti aumenti di ticket e tariffe. Si attaccano ancora i lavoratori pubblici: dopo il blocco della contrattazione e delle assunzioni, si sequestra il TFR per due anni. Si attacca ancora la scuola pubblica.

Il taglio di 40 miliardi alle agevolazioni fiscali nel triennio, colpirà il lavoro dipendente, le famiglie con figli, le spese per istruzioni e sanità. Si progettano tagli per invalidità, indennità di accompagnamento, reversibilità. Si colpiscono ancora le donne aumentando l’età di pensionamento. L’aumento dell’Iva colpisce i redditi più bassi, fa crescere l’inflazione e deprime i consumi.

La manovra prevede la modifica della Costituzione per rendere obbligatorie quelle politiche neoliberiste che hanno determinato la crisi e la speculazione.

La manovra è ingiusta

Non si toccano i ricchi - quel 10% della popolazione che possiede la metà della ricchezza italiana - così come non si combatte seriamente l’evasione fiscale. Pagano i soliti, la maggioranza della popolazione.

La manovra non combatte la speculazione

Per bloccare la speculazione - fatta da banche e finanziarie - occorre mettere regole ai mercati finanziari, impedire la vendita allo scoperto dei titoli e obbligare la Banca Centrale Europea a comprare direttamente i titoli di stato, come fanno le Banche Centrali degli USA, del Giappone, della Gran Bretagna. Nulla di tutto questo è nella manovra.

La manovra non serve contro la crisi

La manovra riduce il potere d’acquisto della maggioranza del popolo italiano e questo determinerà ulteriore recessione economica e licenziamenti.

A cosa e a chi serve la manovra?

La manovra serve a garantire i privilegi del 10% più ricco della popolazione, i profitti delle Banche, a lasciare mano libera ai padroni nei confronti dei lavoratori. E’ una manovra dei ricchi contro la maggioranza della popolazione che è chiamata a pagare il conto.

Occorre ribellarsi prima che sia troppo tardi. Occorre una politica alternativa.

Per difendere i diritti dei lavoratori e lo stato sociale, redistribuire la ricchezza, creare nuova occupazione, proponiamo una politica economica rovesciata, a partire da:

• Tassa sui grandi patrimoni al di sopra del milione di euro;

• Lotta all’evasione fiscale anche con una sovratassa sui capitali che hanno usato lo scudo fiscale;

• Dimezzare gli stipendi delle caste e mettere un tetto agli stipendi dei manager;

• Dimezzare le spese militari e smettere subito la guerra in Afghanistan e Libia;

• Le aziende che delocalizzano devono restituire i finanziamenti pubblici;

• Blocco delle grandi opere inutili come la TAV in Val di Susa e il Ponte sullo Stretto e uso di quelle risorse per un grande piano di risparmio energetico, sviluppo delle fonti rinnovabili, riassetto del territorio.

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LA CRISI DEGLI ASINI

TROVIAMOCI TUTTI IN PIAZZA
SABATO 15 OTTOBRE

GIORNATA INTERNAZIONALE DEGLI INDIGNATI

Un uomo in giacca e cravatta è apparso un giorno in un villaggio.
In piedi su una cassetta della frutta, gridò a chi passava che avrebbe comprato a € 100 in contanti ogni asino che gli sarebbe stato offerto.

I contadini erano effettivamente un po' sorpresi, ma il prezzo era alto e quelli che accettarono tornarono a casa con il portafoglio gonfio, felici come una pasqua.

L'uomo venne anche il giorno dopo e questa volta offrì 150 € per asino, e di nuovo tante persone gli vendettero i propri animali.

Il giorno seguente, offrì 300 € a quelli che non avevano ancora venduto gli ultimi asini del villaggio.

Vedendo che non ne rimaneva nessuno, annunciò che avrebbe comprato asini a 500 € la settimana successiva e se ne andò dal villaggio.

Il giorno dopo, affidò al suo socio il gregge che aveva appena acquistato e lo inviò nello stesso villaggio con l'ordine di vendere le bestie 400 € l'una.

Vedendo la possibilità di realizzare un utile di 100 €, la settimana successiva tutti gli abitanti del villaggio acquistarono asini a quattro volte il prezzo al quale li avevano venduti e, per far ciò, si indebitarono con la banca.

Come era prevedibile, i due uomini d'affari andarono in vacanza in un paradiso fiscale con i soldi guadagnati e tutti gli abitanti del villaggio rimasero con asini senza valore e debiti fino a sopra i capelli.

Gli sfortunati provarono invano a vendere gli asini per rimborsare i prestiti. Il corso dell'asino era crollato. Gli animali furono sequestrati ed affittati ai loro precedenti proprietari dal banchiere.

Nonostante ciò il banchiere andò a piangere dal sindaco, spiegando che se non recuperava i propri fondi, sarebbe stato rovinato e avrebbe dovuto esigere il rimborso immediato di tutti i prestiti fatti al Comune.

Per evitare questo disastro, il sindaco, invece di dare i soldi agli abitanti del villaggio perché pagassero i propri debiti, diede i soldi al banchiere (che era, guarda caso, suo caro amico e primo assessore).

Eppure quest'ultimo, dopo aver rimpinguato la tesoreria, non cancellò i debiti degli abitanti del villaggio ne quelli del Comune e così tutti continuarono a rimanere immersi nei debiti.

Vedendo il proprio disavanzo sul punto di essere declassato e preso alla gola dai tassi di interesse, il Comune chiese l'aiuto dei villaggi vicini, ma questi risposero che non avrebbero potuto aiutarlo in nessun modo poiché avevano vissuto la medesima disgrazia.

Su consiglio disinteressato del banchiere, tutti decisero di tagliare le spese: meno soldi per le scuole, per i servizi sociali, per le strade, per la sanità ... Venne innalzata l'età di pensionamento e licenziati tanti dipendenti pubblici, abbassarono i salari e al contempo le tasse furono aumentate.

Dicevano che era inevitabile e promisero di moralizzare questo scandaloso commercio di asini.

Questa triste storia diventa più gustosa quando si scopre che il banchiere e i due truffatori sono fratelli e vivono insieme su un isola delle Bermuda, acquistata con il sudore della fronte. Noi li chiamiamo fratelli Mercato.

Molto generosamente, hanno promesso di finanziare la campagna elettorale del sindaco uscente.

Questa storia non è finita perché non sappiamo cosa fecero gli abitanti del villaggio.

E voi, cosa fareste al posto loro? Che cosa farete?

Se questa storia vi ricorda qualcosa, ritroviamoci tutti nelle strade delle nostre città e dei nostri villaggi Sabato 15 ottobre 2011 (Giornata internazionale degli indignati) ... e fate circolare questa storiella....

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AMMINISTRATIVE

UN SEGNALE ANCHE PER LEGNANO.

 

Come circolo legnanese del Partito della Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra desideriamo esprimere tutta la nostra soddisfazione per gli esiti dei ballottaggi amministrativi di ieri, che coronano nel migliore dei modi il più che incoraggiante risultato ottenuto al primo turno dalla Federazione della Sinistra nonostante il completo oscuramento subito da tutti i media.

I risultati di Milano, Napoli e delle altre città confermano in modo inequivocabile la voglia di cambiamento del Paese, che ormai non ne può più della politica  di insulti, calunnie, spot,  bunga bunga e offese al buon senso incarnata da Silvio Berlusconi.

Allo stesso tempo gli esiti elettorali hanno confermato che il popolo della sinistra vuole chiarezza, che non tollera più gli inciuci, e che riprende la voglia di scegliere e di schierarsi quando gli si propongono candidati che esprimono senza ambiguità i suoi ideali e i suoi valori.

I candidati scelti nel chiuso delle stanze dei partiti, mediante tavoli e incontri riservati agli addetti ai lavori e attraverso alchimie politiche impossibili da comprendere per la gente hanno ormai fatto il loro tempo.

In forza di queste convinzioni esprimiamo più che mai la certezza che anche a Legnano una nuova stagione è possibile, e che questa domanda di rinnovamento può trovare risposta nella scelta di Giuseppe Marazzini di candidarsi a sindaco di Legnano per le amministrative del prossimo anno.

Il vento ha ripreso a soffiare, anche nella nostra città.

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SOLIDARIETA' AI LAVORATORI

 FINCANTIERI

 

Come circolo legnanese del Partito della Rifondazione Comunista - Federazione della Sinistra desideriamo esprimere tutta la nostra vicinanza e solidarietà agli oltre 2.500 lavoratori di Sestri Ponente e Castellammare di Stabia di cui il piano di Fincantieri prevede il licenziamento.

La decisione di Fincantieri, azienda pubblica, rispecchia in pieno la deleteria filosofia “usa e getta” di certa imprenditoria italiana, che sfrutta e precarizza  la manodopera quando ne ha bisogno e se ne libera non appena essa non risponde più alle proprie logiche di profitto.

Il silenzio del governo sulla vicenda e la reazione di ieri alla protesta dei lavoratori di Genova e Castellammare dimostrano inoltre quanto poco credibile sia il tanto sbandierato (a fini elettorali) “moderatismo” di questa destra, che a chi cerca di difendere il proprio posto di lavoro non sa dare altra risposta che il manganello.

Come forza politica non smetteremo di opporci a una politica che crede di contrastare lo stato comatoso dell’industria italiana esclusivamente con tagli ai posti di lavoro e con provvedimenti presi sulla pelle dei più deboli, gli stessi che già hanno pagato il prezzo più alto della crisi economica.

I 2.500 lavoratori di Fincantieri non possono e non devono essere le ennesime vittime di scelte inaccettabili. Per questo siamo e saremo con loro e con le loro lotte.

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CIAO VITTORIO

COMUNICATO STAMPA

 

Il Partito della Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra di Legnano esprime tutta la propria tristezza per il barbaro assassinio di Vittorio Arrigoni,  infaticabile operatore di pace e strenuo difensore dei diritti del popolo palestinese.

«Bisogna restare umani» ha detto Vittorio in una delle ultime interviste rilasciate a Gaza: chi l’ha colpito così vigliaccamente ha dimenticato la propria natura umana, ed è difficile non pensare che attraverso  lui  abbia voluto colpire le idee di pace, di giustizia e di solidarietà verso gli ultimi del mondo per le quali si è sempre battuto.

Ci auguriamo che il suo assassinio non venga in fretta archiviato come “naturale” conseguenza della violenza che insanguina quell’angolo di Palestina, e che ci sia chi abbia il coraggio e la volontà di accertare autori e mandanti di un atto così inspiegabile.

Nell’esprimere la più affettuosa solidarietà alla famiglia di Vittorio Arrigoni, rendiamo omaggio a chi come lui ogni giorno rischia la vita per affermare il diritto alla pace per ogni popolo della terra: ci vuole molto più coraggio a stare dietro ad una bandiera dell’arcobaleno che a prendere di mira obbiettivi dalla carlinga di un aereo.

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THYSSENKRUPP: SODDISFAZIONE PER

L'ESITO DEL PROCESSO

COMUNICATO STAMPA

 

Il Partito della Rifondazione Comunista – Federazione della Sinistra di Legnano desidera esprimere la propria soddisfazione per l’esito del processo che a Torino ha visto la condanna a 16 anni di reclusione per omicidio volontario dell’amministratore delegato della Thyssenkrupp e quella a 13 anni di altri dirigenti per l’immane rogo che nel 2007 provocò la morte dopo atroci sofferenze di 7 operai dell’azienda.

La sentenza ha riconosciuto la piena responsabilità dei dirigenti della Thyssen, che deliberatamente ignorarono la situazione di estremo pericolo presente all’interno degli impianti  per evitare che la produzione subisse ritardi od ostacoli. Gli interessi e il profitto dell’azienda vennero deliberatamente anteposti alla vita e alla sicurezza dei lavoratori.. Il giudice ha stabilito che questa scelta è da configurarsi come deliberato omicidio.

Auspichiamo che la pronuncia del tribunale di Torino rappresenti un monito non ignorabile per quanti fra gli imprenditori ancora perseguono la stessa aberrante logica dei dirigenti della Thyssen, e che essa offra l’occasione al Parlamento per rivedere e correggere quelle leggi introdotte dal governo Berlusconi , quali la modifica al Testo Unico sulla sicurezza (legge 81) ed il Collegato Lavoro (legge 30), che  in modo sconsiderato peggiorano le condizioni di lavoro e limitano diritti e tutele.

Leggi ancora più incomprensibili se si considera lo spaventoso tributo che la classe lavoratrice di questo Paese paga ogni giorno, quasi sempre nel totale silenzio dei grandi mezzi d’informazione, per i quali gli omicidi sul lavoro sono al massimo meritevoli di un distratto trafiletto.

Una sentenza non potrà restituire alle famiglie degli operai di Torino i loro cari, né potrà sanare le ferite di chi porterà indelebili per tutta la vita le conseguenze del criminale comportamento dei responsabili della Thyssen: che almeno essa eviti il ripetersi di queste tragedie. MAI  PIÙ!

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STAMPA LIBERA: TOGLIETE IL BAVAGLIO ANCHE A NOI!

MERCOLEDI’ 13 APRILE

alle ore 16 alla RAI

corso Sempione 27

MILANO

Da tempo denunciamo l’oscuramento che la Federazione della Sinistra e i soggetti che la compongono subiscono da parte della RAI e del sistema dell’informazione in generale.

L’oscuramento riguarda sia la nostra partecipazione ad eventi, manifestazioni pubbliche, sia le posizioni che esprimiamo sulle diverse questioni politiche e sociali.

L’oscuramento operato nei nostri  confronti, il bavaglio messo alla nostra politica ad opera del sistema dell’informazione merita una risposta politica ed organizzata, a questo fine prevediamo un’iniziativa pubblica da svolgersi in tutte le regioni.

L’iniziativa in questione prevede la presenza in contemporanea davanti alle sedi RAI mercoledì 13 aprile alle ore 16.00, con nostri presìdi.

Chiederemo sempre nella stessa data e attorno all’ora dei presidi l’incontro con il presidente della RAI Paolo Galimberti, a cui parteciperanno, il Portavoce Massimo Rossi unitamente a Paolo Ferrero , Oliviero Diliberto, Cesare Salvi e Gianpaolo Patta.

Ai presìdi, ed in particolare a quello che faremo a Roma a Saxa Rubra, confezioneremo “pacchi dono” contenenti l’elenco di 10 buoni motivi perché la Federazione sia presente nell’informazione, e lettere personalizzate ai conduttori dei diversi talk show, in cui nel sostenere la stampa libera e senza bavaglio chiediamo che il “bavaglio” lo tolgano anche a noi.

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Il Comune vende la nuova casa di riposo

Per far quadrare il bilancio comunale il sindaco Vitali

ha deciso di vendere la nuova casa di riposo Accorsi.

La nuova Accorsi verrà venduta per un valore di mercato di 14 milioni di euro, di cui

11 milioni per l’immobile e 3 milioni per gli accreditamenti regionali.

La vendita avverrà dopo l’apertura della nuova sede e il trasferimento degli ospiti,

grosso modo a cavallo fra la fine del 2011 e l’inizio del 2012.

Il personale addetto seguirà il servizio, quindi pass erà alle dipendenze del futuro

operatore con un contratto di lavoro di settore e non più con quello dei dipendenti

pubblici.

Formalmente all’origine della decisione di vendere la nuova casa di riposo ci

sarebbero “criticità gestionali” che hanno fatto anda re in rosso il conto economico

dell’attuale struttura per oltre un milione di euro negli ultimi 4 anni.

Le criticità indicate dagli esperti incaricati dal Comune sarebbero:

1. rette giornaliere medio-basse;

2. contribuzione regionale medio -bassa;

3. contratto di lavoro del settore pubblico poco flessibile ed oneroso per la

produzione di servizi;

4. assenteismo del personale dipendente troppo elevato (il dato medio negli

ultimi 4 anni supera il 19% contro la media riscontrata dall’Osservatorio

Settoriale delle RSA che corrisponde al 10-12%).

Con l’entrata in esercizio della nuova casa di riposo il Comune, per rendere più

appetibile l’affare al privato, aumenterà le rette giornaliere almeno fino a 60 euro, e

niente esclude per il futuro altri aumenti.

Il Comune promette aiuti per i più bisognosi: si può pensare che qualche sostegno

arriverà, ma sarà come una goccia nel mare rispetto alle centinaia di famiglie in

grosse difficoltà economiche.

Con la cessione della nuova Accorsi, il Comune cede anche il suo ruolo di garan zia

e controllo del rispetto dei diritti della persona anziana più debole e vulnerabile,

scaricando sulle famiglie tutta la responsabilità economica, relazionale e di cura.

Ci chiediamo: se il problema sono le “criticità

gestionali” non sarebbe più logico e naturale cambiare

il modello di gestione rendendolo più consono al tipo di

servizio, senza vendere l’immobile?

Perché vendere (o svendere) un bene come la Casa di

riposo, patrimonio della città e dei suoi abitanti, con

tutte le pesanti conseguenze che ne deriveranno per

chi ne fruisce e per tutti i cittadini?

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DOMENICA 27 MARZO ORE 10.00

PIAZZA SAN MAGNO -LEGNANO-

 

IL PACIFISMO SOSPETTO DELLA LEGA

Dal momento che il segretario legnanese della Lega Nord nelle proprie riflessioni sui fatti di Libia ci fa l’”onore” di citare la sinistra radicale, quasi sottintendendone una comunanza con il suo partito nel giudicare gli eventi di questi giorni, ci sembra indispensabile fare alcune precisazioni.

Diamo innanzi tutto atto alla Lega di avere messo per iscritto alcune “scomode” verità che i suoi peraltro mai rinnegati alleati si ostinano a celare dietro la scusa della “guerra umanitaria”, in primo luogo gli interessi economici che sono l’unico autentico motore del conflitto.

Detto ciò, ci permettiamo di manifestare un certo stupore di fronte al termine “tiranno” usato per Gheddafi: non si tratta forse dello stesso squallido personaggio a cui il governo di questo paese (governo di cui la Lega ci risulta faccia parte) solo poco tempo fa tributava baciamano, onori ed escort (specialità della casa...), coprendoci di ridicolo agli occhi del mondo intero?

Com’è che la Lega, insieme alle altre forze politiche pronte a difendere ogni “originale” posizione di politica estera del premier, coglie solo ora la dimensione tirannica del regime di Tripoli?

Apprendiamo poi un dettaglio non da poco: l’intervento italiano in Libia non è affatto, come qualche comunista tendenzioso potrebbe pensare, frutto della decisione presa dal governo e dal suo Premier: no, Berlusconi era contrario, è stata solo la debolezza dovuta ai molteplici attacchi a cui è sottoposto (lo sappiamo, i giudici non lo lasciano lavorare...) a farlo cedere, in realtà la guerra in atto è colpa della “classe dirigente” italiana, di cui evidentemente il cavaliere di Arcore e i suoi ministri non fanno parte!

Anche sulla storia impariamo insospettabili verità.
La prima: l’8 settembre non è stato l’inizio, come noi credevamo, della riscossa nazionale, di quella guerra di Liberazione che avrebbe restituito all’Italia la sua dignità, e la vergogna non è rappresentata dalla fuga ignominiosa dei Savoia, no, quello di cui pare ci si debba vergognare è il tradimento dell’alleato tedesco, cui il regime fascista aveva giurato fedeltà imperitura!!!
Il regime fascista, già: quello a cui il rappresentante della Lega non fa alcun cenno nella sua lettera, quasi che il nazionalismo, che egli riconosce con ragione fra le principali cause dei conflitti mondiali, non sia stato uno dei cardini su cui si mosse la politica mussoliniana per tutto il ventennio, rappresentando anche il nerbo delle sue scellerate avventure coloniali...

Questa originale declinazione della storia ci fa sorgere un dubbio: che l’attacco al “nazionalismo” non sia che il pretesto per attaccare “la nazionalità” in nome del solito ritrito e ormai logoro mito della Padania.
Il che, unito a un pacifismo di facciata (che va sempre bene per l’elettorato, salvo poi smentirlo nei fatti) e alla preoccupazione (questa sì sincera) che la guerra porti maree di profughi sulle nostre coste, spiega l’attuale posizione della Lega nord. Il ministro Calderoli ancora oggi chiede di schierare le navi della forza internazionale per bloccare le barche dei migranti: questa è l’unica proposta di matrice leghista che abbiamo sentito finora... e meno male che per adesso non si chiede di dar fiato ai cannoni delle suddette navi per bloccare l’orda musulmana!

Detto tutto questo, ci sentiamo di rassicurare la Lega: il nostro pacifismo, così come la nostra visione della storia, non hanno nulla a che fare con i suoi.

Come PRC – Federazione della Sinistra legnanese rifiutiamo la logica di questa guerra come abbiamo sempre rifiutato quella di ogni intervento armato imperialista spacciato per necessità umanitaria, convinti, come siamo, che il rispetto dei diritti umani non si possa ottenere con le bombe. Per tale motivo DOMENICA 27 MARZO AL MATTINO SAREMO IN PIAZZA SAN MAGNO CON LE BANDIERE DELLA PACE, ed invitiamo ad essere con noi tutti coloro che non sono disposti a piegarsi alle dinamiche che stanno dietro l’attuale conflitto e che, lo registriamo con grande rammarico, hanno conquistato anche gran parte del centrosinistra.

Per chiudere ci permettiamo di dare un consiglio al sig.
Del Pra: lasci perdere il 25 aprile, ci risparmi la tristezza di sentirlo definire da lui «una data ormai lontana e dimenticata»: detto dal rappresentante di un partito che si scorda di metterlo fra le ricorrenze nazionali (vedi il caso Veneto) e che laddove governa non perde occasione per denigrare, offendere o dare una lettura revisionista di quella giornata, è davvero troppo!



Partito della Rifondazione Comunista 
Federazione della Sinistra legnanese 

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RIFONDA IL DOMANI: BUONA LA PRIMA

Domenica 27 febbraio ore 15.30 il Circolone è strapieno! In attesa di Don Gallo apre la giornata Renato Franchi che con l'orchestrina fa cantare la platea. Si passa al cuore della giornata, al lavoro e ne parliamo con Luciano Muhlbauer, la si amplia e l'ora vola via in fretta e la sala, già colma si riempie ancor di più. Le persone assiepate non mostrano alcun segno di debolezza, anzi...

 

...con l'ingresso di Don Gallo l'atmosfera si scalda ancora di più. La chiaccherata di Don Gallo spazia e si prolunga per oltre un'ora senza interruzioni se non per gli applausi scroscianti e alla fine ancora musica, ma prima, tutti a intonare Bella Ciao con Don Gallo che canta con tutta la platea accompagnato dall'orchestrina e da Renato Franchi.

Don Gallo firma libri, la gente si accalca al bancone soddisfatta mentre iniziano il concerto i Just Peanuts che chiuderanno il lungo ed entusiasmante pomeriggio. SEMPRE IN DIREZIONE OSTINATA E CONTRARIA

galleria fotografica

 

 

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CORENA: FABBRICA OCCUPATA

COMUNICATO STAMPA

 

E’ con grande soddisfazione che la Federazione della Sinistra del Legnanese e il Coordinamento Lavoratori Alto Milanese comunicano la nuova, eccezionale riuscita dell’iniziativa ARANCIA METALMECCANICA.

 

Lo scorso 22 gennaio sono stati distribuiti nei comuni di Parabiago, Nerviano e Cerro Maggiore circa 350 CHILOGRAMMI DI ARANCE, il cui ricavato, oltre a premiare l'impegno dei produttori siciliani che operano su terre sequestrate alla mafia, è andato a favore dei lavoratori della Corena di Nerviano, che da oltre un mese occupano l’azienda. L’importo della distribuzione è stato loro consegnato il 31 gennaio.

 

In un periodo in cui l’immagine e le parole tendono purtroppo a prevalere sui fatti, la Federazione della Sinistra e il Coordinamento Lavoratori Alto Milanese sono orgogliosi di rivendicare il loro essere "dentro" le lotte e a fianco di chi ogni giorno è costretto a battersi per difendere lavoro, diritti e dignità.

 

Questo è l’impegno che intendiamo mantenere anche per il futuro.

 

PRC – PDCI Federazione della Sinistra del Legnanese

Coordinamento Lavoratori Alto Milanese

 

Sabato 22 gennaio

L'impegno dei compagni di PRC e Coordinamento lavoratori Alto Milanese ha dato vita all'iniziativa di Arancia Metalmeccanica: 140 retine di arance vendute a favore dei lavoratori della Corena in lotta, poi, uniti in manifestazione. Pieno sostegno ai lavoratori che da 26 giorni occupano l'azienda. Alle parole noi preferiamo i fatti.

 

 

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COMUNICATO STAMPA

Con un atto di straordinario coraggio una grande parte degli operai di Mirafiori ha saputo dire no ai ricatti e alle intimidazioni di Marchionne e dei suoi sostenitori.

Per l’amministratore delegato della FIAT, che ottiene il passaggio dell’accordo solo grazie al voto di impiegati e capi, si tratta di una durissima sconfitta morale e politica, vanamente mascherata dai toni vittoriosi usati in queste ore.

La Federazione della Sinistra del Legnanese desidera esprimere il suo grazie agli operai dell’azienda torinese, che posti di fronte alla minaccia di perdere il lavoro e nonostante la campagna contraria scatenata da gran parte dei mezzi d’informazione, hanno scelto di mettere al primo posto la propria dignità e i propri diritti.

La FdS legnanese esprime altresì la sua vicinanza alla FIOM, che, attaccata e denigrata da svariati fronti (e con un’opposizione parlamentare per lo più priva della volontà o della capacità di decidere da che parte stare, quando non apertamente schierata con Marchionne), ha saputo mantenere ferma la propria scelta a difesa dei lavoratori e contro chi usa la crisi come meschina giustificazione per cancellare le loro libertà e i loro diritti.

La Federazione della Sinistra sarà a fianco della FIOM nello sciopero del 28 gennaio, ed auspica che questa giornata venga trasformata in un momento generale di protesta di tutte le categorie dei lavoratori contro chi conosce e usa il ricatto come unico strumento di confronto sociale.

 

 

PRC – PDCI – Federazione della Sinistra del Legnanese

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COMUNICATO STAMPA SULLO SGOMBERO DI SOS FORNACE

 

La Federazione della Sinistra del Legnanese esprime la propria solidarietà e vicinanza al Centro sociale SOS Fornace di Rho, sgombrato ieri dalla forza pubblica.

L’ingiustificato intervento, disposto contro una realtà  fra le più attive nel territorio per il suo lavoro sociale a favore dei giovani, per l’impegno  a difesa dei più deboli e come voce critica e di denuncia, rappresenta l’ennesima conferma di un clima sempre più pericoloso,  nel quale  non si contano più gli attacchi a chi osa esprimere posizioni in contrasto con quelle di una destra ogni giorno più intollerante e aggressiva, soprattutto se toccata nei propri interessi.

La Federazione della Sinistra Legnanese ritiene inaccettabile che simili atti di forza siano l’unica risposta a chi con fatica lavora quotidianamente per animare spazi di aggregazione sociale e di confronto, nell’indifferenza, nell’assenza quando non addirittura nell’ostilità delle Istituzioni, che tali spazi dovrebbero invece garantire.

Auspica quindi che si ponga rimedio a questa scellerata decisione, garantendo ad SOS Fornace una sede idonea e libera nella quale svolgere la sua preziosissima attività.

 

 

PRC- PDCI Federazione della Sinistra Legnanese

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GRANDE SUCCESSO DI ARANCIA METALMECCANICA. 180 chili di arance distribuite, neppure un grammo avanzato. Valeva la pena di prendere freddo!!! Grazie a tutti i compagni che hanno lavorato... e grazie agli acquirenti!

(Cos'è Arancia Metalmeccanica?)

 

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A TUTTE LE CITTADINE E I CITTADINI DI MILANO CHE SI RICONOSCONO NEI VALORI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA NATA DALLA LOTTA DI RESISTENZA PER LIBERARE IL NOSTRO PAESE DALLA DITTATURA NAZI-FASCISTA

Abbiamo appreso la notizia dell’apertura in Corso Buenos Aires a Milano di una sede di Forza Nuova, in un locale di proprietà dell’Amministrazione Comunale di Milano.

 Come ben sapete, Forza Nuova, è una organizzazione di stampo neo-fascista.

 Tale notizia lascia tutti noi, cittadini democratici e antifascisti, sgomenti e preoccupati per la gravità e la portata di tale iniziativa che si colloca a ridosso della commemorazione dell’eccidio di Piazza Fontana.

 Ancora una volta si prova ad infangare la memoria di Milano città medaglia d’Oro della Resistenza autorizzando e riconoscendo  spazi organizzativi e politici a forze che hanno sempre osteggiato la democrazia e la nostra Repubblica nata dalla Resistenza antifascista.

 Noi non intendiamo assistere a questo scempio.

 Noi non possiamo e non vogliamo stare fermi; non si può non vedere in questo gesto di Forza Nuova una provocazione politica che rischia di alimentare tensioni di cui francamente la nostra città e la nostra democrazia non ne ha bisogno.

 Per questo chiediamo a tutti coloro che intendono opporsi in tutti i modi e in tutte le forme democratiche, e nel rispetto delle nostre leggi, di sostenere queste nostre ragioni!

 Chiediamo al Comune di Milano, alla Questura ed alla Prefettura, un intervento immediato per impedire l’apertura della sede di Forza Nuova.

 A sostegno delle nostre richieste viene indetta una manifestazione cittadina per il giorno

SABATO 18 DICEMBRE 2010

 CORTEO ORE 14 DA PIAZZA LIMA A PIAZZA OBERDAN

Hanno già aderito:

Aned Milano

Libera Milano                                     

Anpi Milano

Anpi Voghera

Anpi Varzi 

Osservatorio Democratico sulle nuove Destre

Partito Democratico                               

Partito dei Comunisti Italiani

Rifondazione Comunista

Sinistra Ecologia Libertà 

Federazione della Sinistra

Italia dei Valori

Arci Milano                                                               

Associazione Adesso Basta                                     

Associazione Archivio del Lavoro

Unione degli Studenti

Associazione culturale Punto Rosso

Casa della Cultura Milano

CGIL Camera del Lavoro Metropolitana di Milano 

Fiap

Fondazione Aldo Aniasi

Lista civica Un'altra Provincia

Istituto studi storici G. Salvemini-Torino

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12 DICEMBRE 1969-12 DICEMBRE 2010

CONTRO I FASCISTI DI IERI E DI OGGI

 

UN CORTEO PER RICORDARE LA MATRICE FASCISTA

E DI STATO DELLA STRAGE DI PIAZZA FONTANA,

LA MORTE DI GIUSEPPE PINELLI,

DENUNCIARE I PERICOLI ATTUALI DEL NEOFASCISMO

 

La strage di piazza Fontana, con la morte di 17 persone inermi e il ferimento di quasi un centinaio, fu provocata da una bomba collocata dal gruppo fascista di Ordine nuovo all’interno della Banca nazionale dell’agricoltura, con la copertura di apparati dello Stato. L'intento era di creare nel Paese un clima di terrore per bloccare, attraverso la repressione poliziesca ed il restringimento delle libertà democratiche, le lotte operaie e studentesche che stavano scuotendo dalle fondamenta la società.
A sancire questa verità le ultime sentenze degli stessi tribunali che hanno riaffermato la matrice dell’attentato, nonché le responsabilità di Franco Freda e Giovanni Ventura, due degli stragisti fascisti. 
Ribadirlo significa testimoniare quella verità che si vorrebbe oggi oscurare in nome di una generica condanna al terrorismo. Con essa nascondere anche le tragiche circostanze della morte di Giuseppe Pinelli, la diciottesima vittima innocente di piazza Fontana, che precipitò da una finestra del quarto piano della Questura milanese, non certo per un “malore attivo”, quando si cercava di attribuire a Pietro Valpreda e agli anarchici e alle sinistre la responsabilità di quanto accaduto.

Ma la memoria di ieri impone di parlare del presente in una città che vede le destre di governo proteggere e sostenere i gruppi neofascisti, erogando loro finanziamenti pubblici per aprire nuove sedi in cui si omaggiano criminali nazisti, al punto che Milano si sta trasformando nella capitale per gli incontri e i raduni dell'estrema destra a livello europeo. Milano che militarizza i territori e vorrebbe chiudere i pochi spazi di socialità ancora esistenti, che finisce sulle prime pagine della stampa mondiale per la sua intolleranza nei confronti dei rom, dei migranti e le violenze nei confronti della comunità gay. Milano, la città che ha visto sette anni fa  tre fascisti assassinare Dax e in cui solo due anni fa un ragazzo di 19 anni, “Abba”Abdoul Guibre, veniva per razzismo, ucciso a sprangate per strada.

PER NON DIMENTICARE NIENTE E NESSUNO

PER RIBADIRE CHE LA STRAGE FASCISTA DI PIAZZA FONTANA

È UNA STRAGE DI STATO

PER ESIGERE LA CHIUSURA DELLE SEDI FASCISTE IN CITTÀ

 SABATO 11 DICEMBRE CORTEO

CONCENTRAMENTO ORE 15 A PORTA VENEZIA

INTERVENTI  IN PIAZZA FONTANA

 

MEMORIA ANTIFASCISTA                  

PARTIGIANI IN OGNI QUARTIERE

Coordinamento di associazioni

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BANCHETTI RACCOLTA FIRME a sostegno della legge di iniziativa popolare: SABATO 13 NOVEMBRE, piazza Mercato a Legnano e DOMENICA 14 NOVEMBRE, piazza Maggiolini a Parabiago dalle 9.30 alle 12.30

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Proiezione del film:
“LA INNSE DI LAMBRATE. Appunti di una storia di lotta”

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25 aprile a Legnano

 

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..::ARCHIVIO::..

ESISTENZE, STORIE DI ORDINARIA FORZA CONTRARIA

ARANCIA METALMECCANICA PRO LAVORATORI ESSELUNGA

CON IL POPOLO DELL'ACQUA E DEI BENI COMUNI

CENA RESISTENTE

L'ALTERNATIVA C'E': PATRIMONIALE SUBITO

LA CRISI DEGLI ASINI: giornata nazionale degli indignati

AMMINISTRATIVE: un segnale anche per Legnano

SOLIDARIETA' AI LAVORATORI FINCANTIERI

CIAO VITTORIO: tristezza per l'assasinio di Vik Arrigoni

THYSSENKRUPP: SODDISFAZIONE PER L'ESITO DEL PROCESSO

STAMPA LIBERA:VIA IL BAVAGLIO ANCHE A NOI

IL COMUNE VENDE LA CASA DI RIPOSO

ACQUA BENE COMUNE

CONTRO OGNI GUERRA

RIFONDA IL DOMANI: una domenica dedicata al lavoro

CORENA: FABBRICA OCCUPATA

COMUNICATO STAMPA: OPERAI DI MIRAFIORI

COMUNICATO STAMPA SULLO SGOMBERO DI SOS FORNACE

GRANDE SUCCESSO DI ARANCIA METALMECCANICA

A TUTTE LE CITTADINE E I CITTADINI DI MILANO CHE SI RICONOSCONO NEI VALORI DELLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA NATA DALLA LOTTA DI RESISTENZA PER LIBERARE IL NOSTRO PAESE DALLA DITTATURA NAZI-FASCISTA

12 DICEMBRE 1969-12 DICEMBRE 2010 CONTRO I FASCISTI DI IERI E DI OGGI

SI ALLE RINNOVABILI NO AL NUCLEARE

Proiezione del film:
“LA INNSE DI LAMBRATE. Appunti di una storia di lotta”

25 APRILE A LEGNANO

Campagna Referendaria L’ACQUA NON SI VENDE

 

 

CIRCOLO PRC "D. Lazzari" - FEDERAZIONE DELLA SINISTRA LEGNANESE  via San Bernardino, 12 Legnano (MI) Tel/fax 0331599530 - fedsinistralegnanese@gmail.com - rifondalegnano@libero.it